Le avventure di Poldo. (2) per i più piccini

Tra i cespugli, sotto l’arcata del ponte vecchio, c’è un gran fermento stamattina.

E Poldo non può restare indifferente a quegli strani movimenti. Chi sarà mai l’invasore del suo territorio? Cautamente s’avvicina e fa subito sentire il suo vocione intimidatorio.

Dal grumo di sterpi gli risponde un fischio prolungato ed infine s’alza rapido nell’aria un merlo acquaiolo. Messosi al sicuro sopra un muricciolo si rivolge così a Poldo: “Ehi! Grassone, perché gridi tanto con quella tua voce stonata? “ Poldo non è mai stato così insultato da nessuno. Pieno di bile chiama a raccolta tutti i suoi sudditi. Ben presto sotto il muretto si forma una gran folla che, sobillata da Poldo, grida a squarciagola. Ora il merlo è piuttosto in confusione: ogni tanto si sente il suo fischio acuto sempre più stridulo, come di chi ha paura. Poi, d’improvviso, si lancia nel vuoto, sfiora tutti quei becchi gialli che gridano e va dritto verso il Piave. Tutti zittiscono. “Che voglia suicidarsi per paura di noi?” Pensa la colonia di anitre. Già Poldo si dirige verso l’acqua per tranquillizzare il poveretto quando lo vede immergere di scatto il capo nel Piave. “E’ finita !” Pensa il grande oco contrito. Ma, meraviglia delle meraviglie, ecco il piccolo merlo riaffiorare con un pesciolino in bocca.

Ora tutte le anatre, schierate sul bordo del fiume, fanno il battimani con le ali all’intrepido merlo. Lui intanto pensa:”Ma non sanno che questo è il mio mestiere. Sono proprio oche.”Poldo, nel frattempo, immerge il suo becco nell’acqua. “Anche sì che divento pescatore pure io “ Pensa il nostro eroe ed intanto con la zampa si gratta, pensieroso, la testa.

                                                                                            Giulia

 
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