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Quinta Stazione |
L'ANGELO DEL CONFORTO |
Lc
22,39-46
[39]Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. [40]Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». [41]Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: [42]«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». [43]Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. [44]In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. [45]Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. [46]E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Gli
apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.
Il
Padre è sempre Padre. Non lascia mai il figlio senza un segno del suo amore.
Io
sono con te, non temere. Il peso del male non cancella il mio amore.
Il vuoto della solitudine non toglie la mia presenza silenziosa.
Eccomi.
Soffro con Te, sudo il mio sangue con te. Sono angosciato con te.
Non
è forse questa la risposta a tutte le domande del dolore e della sofferenza?
Quando soffro, tu soffri con me.
Quando
sono angosciato, tu sei angosciato con me.
Tutto è amore, un amore che cambierà il cuore del male, del dolore e della sofferenza.
Donami un angelo, sulla strada del mio dolore.
Donami
una mano che mi sorregga quando cado.
Donami
una voce come luce nella tenebra della solitudine.
Donami
un angelo che sappia cogliere il sospiro dell’angoscia che lacera l’anima.
Un
angelo. Semplicemente un angelo.
Grazie
per tutti gli angeli che svolazzano attorno a noi e noi non ce ne accorgiamo,
ma
sono veramente angeli, e fanno bene il loro mestiere, come l’angelo che
inviasti a Gesù.
Grazie
per gli angeli che non temono di sporcarsi le mani e di perdere il loro tempo,
in
ogni luogo del mondo dove tu agonizzi fino alla fine del mondo.-
(preghiera di Teresa di Calcutta)
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Ti ho trovato in tanti posti, Signore. Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi, nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota, nell'unità di cuore e di mente di un'assemblea di persone che ti amano. Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo. Ma sempre ti trovo nella sofferenza. La sofferenza è come il rintocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri. |
Ti ho visto nella sublime accettazione e nell'inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore. Ma non sono riuscito a trovarti nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri. Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il dramma della tua passione redentrice, e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione. Signore, io credo. Ma aiuta la mia fede.
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(comunione)
(canto) Symbolum 77
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Tu
sei la mia vita altro
io non ho Tu
sei la mia strada, la
mia verità, nella
tua parola io
camminerò finchè
avrò respiro fino
a quando Tu vorrai non
avrò paura sai se
Tu sei con me io
ti prego resta con me. Credo
in Te Signore nato
da Maria Figlio
eterno e Santo, uomo
come noi. Morto
per Amore, vivo
in mezzo a noi una
cosa sola con
il Padre e
con i tuoi fino
a quando io lo so, Tu
ritornerai per
aprirci il regno di Dio. |
Tu
sei la mia forza altro
io non ho, tu
sei la mia pace la
mia libertà, niente
nella vita ci
separerà, so
che la tua mano forte
non mi lascerà so
che da ogni male tu
mi libererai, e
nel tuo perdono io
vivrò. Padre
della vita noi
crediamo in Te, Figlio
Salvatore noi
speriamo in Te, Spirito
d'amore vieni
in mezzo a noi, Tu
da mille strade ci
raduni in unità e
per mille strade poi, dove
Tu vorrai, noi saremo il seme di Dio. |
Fine
(preghiera di Tonino Bello)
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Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono
volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per
farmi capire che tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo. Insegnami, allora, a liberarmi con te. Perché vivere non è trascinare la vita, non
è strappare la vita, non è rosicchiare la vita. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. |
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un
partner grande come Te! Ma non basta saper volare con Te, Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare anche
il mio fratello e di aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita e
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi. Non farmi lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita dove
si "tira a campare", dove si vegeta solo. Non farmi passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di
non essere più degno di volare con Te. Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva! |
(canto) C'eri Tu alla croce di Gesù
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C'ERI
TU C'eri
tu alla croce di Gesù? C'eri
tu alla croce di Gesù? Oh! questo pensier fa si ch'io pianga. |
C'eri
tu alla croce do Gesù? C'eri
tu al sepolcro di Gesù? C'eri
tu al sepolcro di Gesù? Oh!
questo pensier fa si ch'io pianga. C'eri tu al sepolcro di Gesù? |